mercoledì 24 settembre 2008

Le vacanze e la triste scoperta di settembre

Lui era carino, dolce, aveva quel mix di buone mariere ed attenzioni da classificarlo come "d'altri tempi".
A volte un po' noioso e banale, lo ammetto, ma aveva il modi giusti per convincermi a prendere parte a tutta una serie di iniziative agostane che mai avrei creduto potessero di nuovo interessarmi dopo i diciotto anni.
Eventi come il falò di San Lorenzo durante il quale tutti pomiciano, nessuno guarda le stelle e il più sfigato, chitarra al seguito, fa da sottofondo cantando Battisti o la mega gavettonata di ferragosto con trascichi di secchiate di acqua gelida fino al tramonto.

La vita di qualsiasi adolescente precoce, quale ero stata io, è sicuramente piena di passioncelle nate e morte così nell'arco di poche settimane, ma arrivare al giro di boa dei trenta e ritrovarsi a fare le stesse cose che a quindici anni può far sentire terribilmente cretini oppure terribilmente romantici...
E come pensate mi sia sentita io?

Quindi giorni di "amore" adolescenziale che si sarebbe concretizzato in qualcosa di sicuramente più importante al ritorno a casa...
Perchè lui non solo era di Roma, ma addirittura la sua casa si trovava a pochi minuti d'auto dalla mia!
Un segno del destino?

Proprio per niente, solo la mia fantasia ormai partita per la tangente che non riusciva a vedere in quel improbabile principe azzurro dai modi impeccabili i segni evidenti a chiunque di un rospo, rozzo, ormai avviato ad una calvizie precoce, con rotolini di grasso strabordanti e una conoscenza dubbia della lingua italiana e della grammatica.

Insomma tutto il contrario dei tipi che in genere trovo interessanti.
Ma in fondo non ero sempre stata accusata di essere stata spesso troppo superficiale nella scelta dei miei ragazzi?
Le mie amiche non mi tormentavano da anni dicendo che avrei dovuto dare maggiori chance anche a quei ragazzi fisicamente meno interessanti che però potevano nascondere un tesoro interiore da scoprire nel tempo?

Rientro a Roma una settimana prima di lui.

Gli ultimi giorni di vacanza erano stati particolarmente belli e calienti e con quei ricordi in testa e con la pelle ancora bruciacchiata dal sole mi rituffavo nella mia caotica vita sociale, cercando di riprendermi, non solo del mese di assenza dovuta alle vacanze ma, soprattutto cercavo di rimettermi in pari per le future assenze che programmavo di fare per dedicarmi a caldi incontri con il mio nuovo amico.


Rientra lui ai primi di settembre.

Appuntamento romantico in un posticino del centro un po' da turisti, ma in fondo ne apprezzo la scelta.

Appena arrivata noto la sua tensione.

Che sarà successo?

Mi deve parlare.

-Ti ricordi di Francesca, la ragazza che ti presentai al mare? Quella di firenze che avevo conosciuto pochi giorni prima durante la festa in spiaggia, quando tu stavi a quel meeting letterario o musicale, quella roba noiosa insomma?

-Allora?

- Beh tu non c'eri più e io ci sono uscito assieme qualche volta...e alla fine è accaduto qualcosa tra noi...

- Vuoi dirmi che hai avuto un'avventura appena io sono partita?

- A dire il vero non è stata proprio un'avventura.

- Non ti seguo.

- Sai mi ci sono messo assieme.

- Sei stato rapido...Quindi il posticino romantico è per una cena di addio?

- Addio?

- Mi hai appena comunicato di stare con un'altra!

- E allora?

- Mentre ancora il treno stava lasciando la stazione tu già stavi concludendo con una che avevi appena conosciuto....certo che sei proprio un bel tipo....

- Ma che significa? A me piaci tu!

- Adesso per davvero non riesco a seguirti.

- Si dai te la ricorderai pure Francesca, non è più di primo pelo, cicciotta e poi hai visto quando si usciva assieme i suoi contributi alle conversazioni erano niente più che i saluti....non puoi pensare che mi piaccia più di quanto mi piaci tu. Ma è anche vero che tu sei troppo frizzantina, io di mio sono geloso, non sopporterei a vederti flirtare con altri uomini ogni volta che usciamo...
In questo modo diciamo che compenserei!

-Ora sono completamente persa. Cosa vorresti dirmi? Ti sei messo assieme senza prima avere il buongusto di rompere con me e adesso vorresti fare marcia indietro lasciarla e tornare suoi tuoi passi?
E poi cos'è sta storia che io sarei frizzantina? (Sottotitoli: Brutto stronzo, per tutto il mese non ho avuto occhi che per te!)

- Ma io non vorrei lasciarla!

- Cioè ti piaccio io ma mi lasci comunque per stare con lei?

- Io non vorrei lasciare neppure tre!

- Cosa?
Brancolo nel buio.

- Io vivo a Roma e qui ci sei tu, ma è pur vero che nel giro di qualche mese forse un anno dovrei trasfermi col lavoro dalle sue parti e una volta lì tu non ci sarai più.

- E allora?

- Parliamoci chiaro, noi stiamo così bene assieme. Io non avrei problemi a dividermi tra voi due!

Orrore! Mi sta proponendo, come se fosse la cosa più normale del mondo, di vivere con lui una storia mentre lui in parallelo ne vive una con un'altra donna????

A questo punto io cosa sarei?
L'amante? Evidentemente no, l'amante è quella che di solito arriva dopo...
Ma è evidente che sul lungo periodo lui punta sull'altra.
E poi perchè? Si è mai sentito di uno che punta sulla donna meno figa perchè gli darebbe meno pensieri? Voglio dire...escludendo la serie televisiva dei Soprano?
Lo guardo bene.
Mi accorgo finalmente dei suoi abbondanti rotoli di grasso, della grammatica sgangherata, dei suoi vestiti dai colori troppo sgargianti e poi ripenso a quanto ero bella stasera allo specchio prima di uscire, alla cura che ci avevo messo nel prepararmi, ai sandali di Renè Caovilla da 700 euro sfoggiati in suo onore e improvvisamente ho chiara la mia risposta alla sua proposta.
Mi alzo dal tavolo nel modo più elegante e plateale che mi riesce.

Cercando di imitare la camminata felina della Naomi dei tempi d'oro delle grandi sfilate di Versace rendo onore alle mie scarpe lasciando quel tavolo e quel ristorante e facendo ritorno a casa senza aver detto altro che: buona serata! al mio principe azzurro estivo ritornato coi primi freddi di settembre irrimediabilmente rospo.

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